Ritorno al passato
La notizia farebbe sorridere, anzi proprio sganasciarsi dalla risate, se non nascondesse un che di inquietante: l'allora cardinale Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, ha scritto una lettera di approvazione ad una tal Gabriele Kuby, critica letteraria tedesca che a sua volta aveva redatto un libro (nientemeno!) di feroce critica contro la saga di Harry Potter. Sì, il ragazzino con gli occhialetti e l'aria da insopportabile secchione che, ferocemente osteggiato da quel che rimane della famiglia dopo l'assassinio dei genitori, intraprende la carriera di mago.
Ora, a parte che se le premesse sono queste, il 70% delle favole sarebbero da mettere all'indice, vista la quantità innumerevole di maghi, streghe, fate, incantesimi e viaggi alla ricerca di parenti rapiti dalle forze del male o di vendette familiari; ma davvero pensano che i ragazzini di oggi siano così imbecilli da credere che il mondo fantastico della scuola di magia di Howgart sia riproducibile nella realtà? Davvero pensano che un dodicenne (credo che questa sia l'età media dei lettori di quei libri) si aspetti un mondo dove si possono trovare scope volanti (la più classica e scontata iconografia dei maghi), quadri che parlano o mostri nascosti nelle profondità della terra? Davvero pensano che il male si nasconda in queste favole, che la minaccia all'integrità morale dell'umanità oggi non sia dovuta alla diffusione delle guerre, alla smania di potere e di denaro, alla colpevole messa in povertà di intere popolazioni, ma alla diffusione e alla lettura di libri più o meno basati su teorie esoteriche o magiche? E soprattutto, davvero pensano che i genitori dei suddetti ragazzini non siano in grado, eventualmente, di impartire un'educazione cristiana ai figli perchè questi ultimi sono "stregati" dalle avventure di Harry Potter e compagni?
Io trovo molto più pericolose, e lo dico con convizione, queste ingerenze da parte delle gerarchie cattoliche di quanto non lo sia un'indicazione di voto (o di non-voto...) in una consultazione elettorale; è l'ingerenza più pesante, quella che tende a plasmare il pensiero, le coscienze, la vita delle persone, ad imporre una morale, in una parola a plagiarle. Una morale cattolica è perfettamente lecita, ci mancherebbe. Ratzinger o l'intero Sant'Uffizio può dire che i libri di Harry Potter, il Codice da Vinci o l'intera letteratura new age sono un cumulo di sciocchezze, e forse per certi versi avrebbe anche qualche ragione. Quello che non è ammesso è ritornare a metodi che non sono molto lontani, concettualmente, da quelli dell'Inquisizione, con opere messe all'indice, con la gente considerata poco più che burattini nelle mani di Dio e dei suoi "intermediari" in terra. Mancano solo i roghi di libri in piazza, manca solo una bolla di scomunica per i librai che vendono questi volumi e per chi li compra, poi il quadro e desolantemente completo. Io comunque, avendo letto sia il Codice da Vinci che i libri di Harry Potter, sono quasi fiera di essere passibile di scomunica: meno ho a che fare con questi personaggi, meglio è.
Ora, a parte che se le premesse sono queste, il 70% delle favole sarebbero da mettere all'indice, vista la quantità innumerevole di maghi, streghe, fate, incantesimi e viaggi alla ricerca di parenti rapiti dalle forze del male o di vendette familiari; ma davvero pensano che i ragazzini di oggi siano così imbecilli da credere che il mondo fantastico della scuola di magia di Howgart sia riproducibile nella realtà? Davvero pensano che un dodicenne (credo che questa sia l'età media dei lettori di quei libri) si aspetti un mondo dove si possono trovare scope volanti (la più classica e scontata iconografia dei maghi), quadri che parlano o mostri nascosti nelle profondità della terra? Davvero pensano che il male si nasconda in queste favole, che la minaccia all'integrità morale dell'umanità oggi non sia dovuta alla diffusione delle guerre, alla smania di potere e di denaro, alla colpevole messa in povertà di intere popolazioni, ma alla diffusione e alla lettura di libri più o meno basati su teorie esoteriche o magiche? E soprattutto, davvero pensano che i genitori dei suddetti ragazzini non siano in grado, eventualmente, di impartire un'educazione cristiana ai figli perchè questi ultimi sono "stregati" dalle avventure di Harry Potter e compagni?
Io trovo molto più pericolose, e lo dico con convizione, queste ingerenze da parte delle gerarchie cattoliche di quanto non lo sia un'indicazione di voto (o di non-voto...) in una consultazione elettorale; è l'ingerenza più pesante, quella che tende a plasmare il pensiero, le coscienze, la vita delle persone, ad imporre una morale, in una parola a plagiarle. Una morale cattolica è perfettamente lecita, ci mancherebbe. Ratzinger o l'intero Sant'Uffizio può dire che i libri di Harry Potter, il Codice da Vinci o l'intera letteratura new age sono un cumulo di sciocchezze, e forse per certi versi avrebbe anche qualche ragione. Quello che non è ammesso è ritornare a metodi che non sono molto lontani, concettualmente, da quelli dell'Inquisizione, con opere messe all'indice, con la gente considerata poco più che burattini nelle mani di Dio e dei suoi "intermediari" in terra. Mancano solo i roghi di libri in piazza, manca solo una bolla di scomunica per i librai che vendono questi volumi e per chi li compra, poi il quadro e desolantemente completo. Io comunque, avendo letto sia il Codice da Vinci che i libri di Harry Potter, sono quasi fiera di essere passibile di scomunica: meno ho a che fare con questi personaggi, meglio è.

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